Santuario della Madonna di Monteforti | Colli Pisani
La custode delle colline pisane
Santuario della Madonna di Monteforti
La Madonna di Monteforti è venerata da secoli; una leggenda ci narra le origini del culto e come queste si sono mescolate con la storia delle colline e degli abitanti di Santa Luce. Guardiamo oltre i ruderi e immergiamoci nella spiritualità: questa sì, è rimasta intonsa nonostante i secoli.
Santuari | SPIRITUALITÀ
Santuario della Madonna di Monteforti
Fraz. Monteforti, 56040 Santa Luce, PI

Sull’altura del Monte Forte, non lontano dal Castello di Santa Luce, dalla Pieve di Santa Lucia e dal paese di Pastina, troviamo dei ruderi, coperti da rovi, di quello che all’inizio del ‘200 fu un eremo degli agostiniani e poi, quando ne fu decretata la soppressione, della cappella dove veniva venerata un’immagine della Madonna. Quell’immagine è tuttora venerata e conservata nella Pieve di Santa Lucia. Per testimoniare l’antica provenienza – ai piedi del monte – è stata adibita al culto una cappella, indicata come il “Santuario di Monteforti”.

C’è una credenza popolare sull’origine della devozione alla Madonna di Monteforti.
Si narra che i costruttori della primitiva chiesa si trovarono nell’impossibilità di portare a termine i lavori per mancanza di acqua, poiché sul colle non esisteva alcuna sorgente.
A soccorso di quegli uomini, si verificò un evento misterioso e straordinario: una signora biancovestita scendeva ogni notte a valle, con un cestello in vimini senza fondo, e prelevava l’acqua da una polla che sgorgava dalla roccia, per poi risalire e riempire il serbatoio vicino alla chiesetta, consentendo così agli operai di portare a termine il lavoro.
Così, fu edificata la chiesa di Monteforti, dove nacque la devozione verso la Vergine.

A testimonianza dell’antica devozione abbiamo la stessa chiesetta, (oggi crollata), una tavola quattrocentesca raffigurante la Madonna, il cosiddetto “Sasso della Madonna”, dove quella signora attingeva l’acqua, e il cestello utilizzato.

Alcuni episodi accaduti nell’800 hanno contribuito a far crescere la devozione verso la Madonna di Monteforti. Nel 1835, a Livorno scoppiò una terribile epidemia di colera, alcuni livornesi tentarono di sfuggire al contagio rifugiandosi sulle colline pisane, mettendo a rischio gli abitanti di queste zone. Ma, poiché le vittime del colera a Santa Luce, Pieve, Pastina, Orciano non furono numerose, si diede il merito di ciò alla Madonna di Monteforti, protettrice della zona.

Nel 1846, un fortissimo terremoto colpì Pisa e i paesi delle colline limitrofe; l’epicentro fu Orciano. Le vittime, rispetto alla entità del sisma, non furono poi così numerose e questo rafforzò ulteriormente la credenza popolare.
Un po’ alla volta, nello spirito religioso della popolazione, si è consolidata l’idea che dall’alto del monte la Madonna vegliasse ogni giorno sopra la vita dei suoi devoti.

Nel dopoguerra iniziò la decadenza del santuario, di cui oggi restano solo alcuni ruderi.
Nonostante questo, ogni anno il 13 Maggio viene organizzata la processione, in occasione della festa della Madonna, nella speranza di poter avviare qualche azione di conservazione del borgo e mantenere accesa quell’antica tradizione religiosa tramandata da tante generazioni.

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